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Origini (sec.
XI-XII)
Dai Serco agli Anguillara (sec. XIV-XV)
Arrivano i Giustiniani (sec. XVI)
Bassano eretto a marchesato. (sec. XVII)
Bassano eretto a principato. (sec. XVII-XVIII)
I
francesi a Bassano. (sec. XVIII)
Torna il
sereno. (sec. XIX)
I
due conflitti mondiali. (sec. XX) |
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Origini (sec.
XI-XII)
Le origini di Bassano sono datate attorno all’anno 1000,
quando alcuni boscaioli provenienti dalla
Campania e dalla Toscana si stabilirono nella
zona di Largo Giuseppe Altobelli per il taglio
degli alberi e la lavorazione del legno e del
carbone. Qui fu costruita, allo stato
embrionale, la chiesa della Madonna delle
Capanne, demolita il 15 maggio 1964 perché
pericolante. La popolazione pian piano cresce e
inizia a formarsi un’economia basata sullo
sfruttamento delle risorse locali e
sull’agricoltura, e il luogo assume il nome di
“Feudus Bassani”, rientrando così nel dominio
dello Stato Pontificio: è il periodo delle più
efferate lotte per le investiture papali. Il
signore di Sutri Enotrio Serco, vantando dei
diritti sul “Feudus Bassani”, pensa bene di
trasferirvi la propria residenza gettando così
le basi per quello che poi diventerà un palazzo
principesco con affreschi di illustri artisti.
Siamo attorno all’anno 1160. Né Serco, né altri
futuri feudatari vi abiteranno mai, e la
costruzione di Bassano per ancora quattro secoli
rimarrà come saltuaria dimora nel corso di
visite ai lavori e durante le partite di caccia. |
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Dai Serco agli Anguillara (sec. XIV-XV)
Ad Enotrio Serco e ai suoi eredi succede un certo Riccardo
di Puccio, comproprietario del feudo assieme ai
Savelli della famiglia patrizia romana e gli
Anguillara di Capranica, che compare nel 1354
nel registro del Cardinale Albornoz. Nel
territorio della Tuscia si verificano delitti,
scontri, lotte tra i membri di varie famiglie
signorili e tra le fazioni politiche, ma Bassano
resta al di fuori di queste vicende sanguinose,
rimanendo un’oasi di tranquillità. Nel 1428 gli
Anguillara entrano in possesso anche della parte
appartenente ai Di Puccio, sotto il dominio
dello scellerato Everso II, che morirà il 4
settembre 1464. Nel 1482 papa Sisto VI assegna
agli Anguillara anche la terza parte di Bassano,
appartenente ai Savelli, i quali, proprio per
questo, rivendicando i loro diritti, nel 1505
otterranno un compenso in denaro. Intanto il
feudo si espande e iniziano a comparire le prime
case intorno al palazzo costruito da Serco e non
ancora abitato, e a nord della sua rupe tufacea,
nella parte attualmente indicata da Via Maria
Giustiniani. |
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Arrivano i
Giustiniani (sec. XVI)
Nel 1566 la nobile famiglia dei Giustiniani, originaria di
Genova e proprietaria di una società
commerciale, fugge dall’isola di Scio (di
proprietà genovese fin dal 1304), nel mar Egeo,
a seguito dell’invasione turca e dei conseguenti
efferati massacri. Giuseppe Giustiniani, giunto
così a Roma, si mette alla ricerca di un luogo
tranquillo dove poter costruire la propria
dimora: nel 1595 il “Feudus Bassani” viene
quindi ceduto per intero dagli Anguillara ai
Giustiniani, per concessione di papa Clemente
VIII. In breve tempo iniziano i lavori di
ampliamento del palazzo, che perdurano per molti
anni, con impiego di manodopera locale, in un
clima di stretta collaborazione e non di mera
sudditanza, basata sul rispetto reciproco. Nel
1603 i principali lavori vengono ultimati; sono
passati tre anni dopo la morte di Giuseppe
Giustiniani, al quale succede il figlio
Vincenzo. |
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Bassano eretto a marchesato. (sec. XVII)
Nel 1605 il “Feudus Bassani”, con la bolla di papa Paolo V,
viene eretto a marchesato. Mentre iniziano
ulteriori ampliamenti e i lavori per la
costruzione della casina di caccia (denominata
comunemente “La Rocca”), Vincenzo Giustiniani
progetta la costruzione di alcuni granai, di
una chiesa (quella di San Vincenzo) e del ponte
delle Vasche. In questo periodo giungono a
Bassano grandi artisti come Francesco Albani,
Domenico Zampieri, Paolo Guidotti Borghese,
Bernardo Castello, Antonio Tempesta e molti
artisti fiamminghi, olandesi e tedeschi.
Continuano le costruzioni: la chiesa della
Madonna dell’Ospedale, quella della Madonna del
Canale, la chiesa di Borgo San Filippo, di Santa
Maria dei Monti, di Sant’Angelo, di San Giovanni
ed anche ben due Oratori. Nel 1620 si autorizza
la costruzione della chiesa di San Vincenzo,
terminata nel 1630. Il marchese Vincenzo
Giustiniani muore a Bassano nel 1637. |
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Bassano eretto a principato. (sec. XVII-XVIII)
Nel 1644 con bolla di papa Innocenzo X, il feudo di Bassano
viene eretto a Principato e il marchese Andrea
Giustiniani, succeduto a Vincenzo, assume il
titolo di principe. Iniziano così le visite del
papa (1646), di altri principi, tra cui Giacomo
III Stuart, pretendente al trono d’Inghilterra
nel 1721. Nel 1735, proveniente da Siena, si
trasferisce con la famiglia il maestro di
maiolica artistica Bartolomeo Terchi, che
resterà per oltre 20 anni. Mentre il cinquecento
e il seicento possono essere definiti secoli
d’oro per Bassano, il settecento rappresenta un
secolo nero. Nel 1701 infatti il paese è colpito
da una grave epidemia alla quale le autorità non
sono in grado di porre rimedio; nel 1709 è la
volta di un’altra malattia contagiosa; nel 1770
Bassano è colpito da una forma influenzale che
provoca molti malati e morti; nel 1786 le febbri
provocano disagi e miseria. |
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I francesi a
Bassano. (sec. XVIII)
Nel 1798 i francesi di Napoleone, per mezzo del
generale Berthier, creano in Italia la
Repubblica Romana, ma fin da subito iniziano le
prime insurrezioni, di cui anche Bassano è
teatro, con sanguinosi scontri. Tra il 22 e il
25 luglio 1799, per la disputa di un cannone
lasciato in località Aiola da una colonna di
insorti napoletani in fuga, si accende una
battaglia alimentata dal malcontento popolare e
dalla conseguente ira dei francesi. Con l’aiuto
di altri insorti, lo scontro si conclude con la
fuga delle truppe francesi e senza alcun morto o
ferito tra i bassanesi. Il 28 luglio dello
stesso anno, 900 soldati sottopongono a sacco
Ronciglione e il 31 è la volta di Bassano: il
palazzo, tutte le chiese, ogni casa, ogni
cantina, bottega, negozio, granaro, furono
depredati, saccheggiati e sfasciati con avida
brutalità. Il 25 agosto l’esercito ungherese del
conte Zuba vendica il sacco dei francesi, in uno
scontro che li costringe a ritirarsi a Oriolo e
poi da lì, inseguiti, a Bracciano. Questo
affronto ai dominatori preoccupa seriamente il
generale Garnier, che, temendo l’emulazione di
altri comuni, il 30 agosto invia più di 1000
soldati. Giunti a Bassano penetrano con facilità
nel palazzo e saccheggiano di nuovo il paese
commettendo azioni vendicative di ogni tipo. Il
29 ottobre 1799 i francesi sono costretti ad
abbandonare Roma e fuggono con i giacobini
romani alla volta di Civitavecchia: è la fine
della Repubblica Romana. |
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Torna il sereno.
(sec. XIX)
Dopo tutte le sciagure passate, i bassanesi
sentono il bisogno di invocare la pietà celeste:
nasce così la devozione alla Madonna della
Pietà, tutt’ora viva e molto sentita; la prima
festa fu celebrata nel mese di maggio 1800. In
quegli anni si facevano sentire le conseguenze
delle epidemie e dei saccheggi: la ripresa fu
molto lenta e faticosa. Nel 1854 il principato
di Bassano passa dai Giustiniani agli Odescalchi,
che non porteranno alcun vantaggio sociale,
economico, né tanto meno culturale, lasciando
nell’indifferenza e nell’incuria le opere dei
loro predecessori. Il 7 agosto 1891 viene
assassinato Salvatore Pezi, di famiglia
benestante; il delitto scuote il paese,
lasciando tutti allibiti, increduli e
disorientati. Saranno coinvolte più di 500
persone, il fatto sarà noto in tutta Italia e si
concluderà con la condanna del figlio, il
sacerdote Gratiliano Pezi, dopo aver fatto
ingiustamente soffrire sei anni di carcere a tre
innocenti. Nonostante sia stato condannato il
mandante, ancora i bassanesi si pongono questo
interrogativo: chi ha ucciso Salvatore Pezi? |
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I due
conflitti mondiali. (sec. XX)
Bassano da’ il proprio contributo di sangue con
ben 32 giovani persi nella prima guerra mondiale
e 36 nella seconda. Tuttavia, proprio durante il
secondo conflitto mondiale Bassano è teatro di
duri scontri tra le forze naziste di occupazione
e gli Alleati che, risalendo dal meridione,
stavano procedendo alla liberazione di tutto il
territorio nazionale. Il paese è occupato
interamente dal Genio Pontieri della Wehrmacht.
C’è da ricordare, cosa di cui pochissimi sono a
conoscenza, che nel palazzo Giustiniani ha
alloggiato il generale Albert Kesselring,
comandante in capo di tutte le forze tedesche in
Italia. Il territorio di Bassano viene più volte
bombardato, causando vittime anche fra i civili;
tutti gli uomini idonei vengono giornalmente
caricati e portati a lavorare sui Monti Cimini,
per scavare trincee e allestire fortificazioni.
Nel paese giungono anche gli sfollati delle zone
del Lazio meridionale e si nota anche la
presenza di partigiani, che compiono azioni di
sabotaggio: il PCI era molto attivo nel
viterbese. Primo fra tutti è da ricordare il
finanziere Mariano Buratti, medaglia d’oro al
valor militare, per aver formato la banda
“Buratti”, con la quale compì azioni di
guerriglia contro le formazioni militari
tedesche. Gran parte della storia recente del
nostro paese si perde tra i racconti degli
anziani: aneddoti di ogni tipo, ma purtroppo mai
raccolti organicamente. Chissà che questo non
possa finalmente essere lo spazio per dare voce
alle memorie di coloro che hanno vissuto in
prima persona gli eventi che i ragazzi di oggi
studiano sui libri di scuola. |
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